Wednesday, April 29, 2020

STEP #12 - Nella tecnologia medievale e moderna

Preparare un post che indichi come il verbo/azione (nella sua essenza anche se non in maniera esplicita) sia presente nella storia della tecnologia nel periodo medievale e moderno (dal 500 d.C.  al  1600 circa) e spiegarne le applicazioni (si suggerisce di esaminare a fondo il testo Storia delle macchine). Fare riferimento se possibile alla letteratura tecnica del tempo.

I teatri di macchine

Con i Teatri di Macchine i tecnici e gli ingegneri promuovono le proprie innovazioni presso il grande pubblico, ma soprattutto cercano crediti presso i possibili committenti. La tecnica trova nuovi canali per diffondere la propria "cultura" al di fuori della ristretta cerchia degli specialisti.




Le innovazioni del disegno tecnico: la assonometria, la vista esplosa, la scala grafica
(V. Zonca, Novo teatro di machine et edificii, Padova 1607)

I teatri delle macchine, di Vittorio Marchis, in Contributo italiano alla storia del pensiero V - Tecnica, (Roma : Ist. della Enciclopedia Italiana, 2013).

Tuesday, April 28, 2020

Architetture in ghisa


Vernici intumescenti per strutture in ghisa, ca, legno e acciaio ...


Metallurgia in Toscana - Galleria
Follonica, Chiesa di San Leopoldo

Cancello Magonale - Wikipedia
Follonica, portale di ingresso della Fonderia

Sala con colonne in ghisa, foto di cantiere
Prato, Biblioteca Lazzerini, cantiere di restauro

varie ed eventuali: Le Officine Grandi Riparazioni a Torino
Torino, OGR


Thursday, April 23, 2020

STEP #11 - Nella pandemia

Illustrare, con un breve commento personale, la declinazione del verbo/azione sotto indagine all'interno dell'evento pandemia COVID-19. Tale post potrà riportare riferimenti diretti ad altri siti che servano a meglio spiegare il contesto storico analizzato, arricchendolo anche di immagini.

Thursday, April 16, 2020

STEP #10 - nel cinema

Individuare in una sequenza cinematografica (non nel titolo) la presenza centrale dell'azione oggetto dell'indagine.

Il Blog personale - AVVISO

Al fine di monitorizzare l'impegno nel realizzare l'approfondimento personale sul Blog che, come è  stato più volte confermato, costituirà elemento centrale nella valutazione dell'esame, si conferma che alla fine di aprile sarà effettuata una prima verifica di quanto sinora svolto. Tale verifica comporterà, solo in caso positivo, il consolidamento di un punteggio pari a 2/30.

Wednesday, April 15, 2020

Eiffel vs Brunelleschi


Bibliografie:

- Di Filippo Brunelleschi non ci è pervenuto alcuno scritto.

- Gustave Eiffel: 1867, Mémoire sur les épreuves des arcs métalliques de la Galerie des Machines du palais de l’Exposition Universelle de 1867 (Paris); 1877, Memoria da ponte sobre o Douro proxime do Porto (Lisboa); 1884, Projet d’une tour colossale en fer de 300 m de hauteur (Paris); 1885, Tour en fer de 300m de hauteur destinée à l’Exposition de 1889 (Paris); 1889, Notes sur les constructions métalliques (Congés international des procédés de construction, Paris); 1900, La tour de 300 mètres (2 voll., Paris); 1910, La résistance de l’air. Examen des formules et des expériences (Paris); 1910-11, La résistance de l’air et l’aviation. Experiences effectuées au laboratoire du Champ-de-Mars, Paris. Questa bibliografia riporta soltanto una scelta dei lavori più significativi; gran parte degli archivi personali di G.Eiffel sono conservati al Musée d’Orsay a Parigi.

- P. Sanpaolesi, Brunelleschi, Firenze 1962; Salvatore Di Pasquale, Una ipotesi sulla struttura della cupola di Santa Maria del Fiore, in “Restauro. Quaderni di restauro dei monumenti e di urbanistica dei centri antichi“, anno V, n.28, nov.-dic. 1976; Mario Docci e Riccardo Migliari, La costruzione della spinapesce nella copertura della sala ottagonale di Simon Mago nella fabbrica di San Pietro, in “Palladio”, nuova serie, anno II (1992), n.3, pp.61-72; Lando Bartoli, Il disegno della cupola del Brunelleschi, Firenze 1994; Paolo Galluzzi, Gli ingegneri del Rinascimento. Da Brunelleschi a Leonardo, Firenze 1995.

- Jean Prévost, Eiffel, Paris 1929; Joseph Harriss, The Eiffel tower, symbol of an age, London 1976; Bertrand Lemoine, Gustave Eiffel, Paris 1984; Henri Loyrette, Gustave Eiffel, New York 1985; Musée d’Orsay, La tour Eiffel et l’Exposition Universelle, (catalogue de l’exposition 18.5-13.8.1989), Paris 1989; Bertrand Lemoine, Gustave Eiffel: un ponte per l’Exposition del 1878, in “Rassegna”, anno XIII, 48/4 - dic. 1991; Frédéric Seitz (Ed.), Architecture et métal en France: 19e - 20 e siècles, Paris 1994.



L’innovazione si gioca solitamente negli ambiti delle “politiche” e spesso risulta il frutto di una scommessa il cui esito si può soltanto debolmente stimare a priori: essa, paradossalmente, assurge a simbolo della continuità storica. In una società fortemente segnata dalle tecnologie e dalle visioni del mondo tecnologiche che ne conseguono, diviene sempre più difficile distinguere il processo cognitivo dalle metodiche di sviluppo e ancora più da quelle produttive. Pur rimanendo validi i paradigmi schumpeteriani - la cui efficacia si dimostra più nell’ordinario che sul piano dell’eccezionalità degli eventi - talvolta l’innovazione assume invece le connotazioni di una scoperta, che nella realizzazione di un “primato” rappresenta per molti versi una discontinuità, una rivoluzione, una “catastrofe”. Il superamento dei limiti, l’attraversamento e la conquista delle frontiere, la frequentazione di domini sinora sconosciuti non è solo prerogativa delle scienze speculative, ma si applica anche alle tecniche.

La scelta delle figure di Filippo Brunelleschi e di Gustave Eiffel è stata condotta guardando soprattutto a due opere (rispettivamente la Cupola e la Tour) che diventano emblemi di una cultura tecnologica responsabile non solo di significativi mutamenti nella storia, ma di una organizzazione dei saperi capace di rinnovare i propri schemi e di diventare regola per nuove forme stesse di conoscenza. La rottura degli schemi conoscitivi ed operativi propri di una cultura artigianale esprime - nel primo caso - la nuova regola di una tecnologia in cui di fronte alla diversificazione delle “arti” nasce figura del “tecnico”, del “progettista”, che non necessariamente “sa fare”, ma piuttosto “sa come fare” e “sa far fare”. Nel secondo caso è la tecnologia stessa (meglio il suo prodotto) che assurge a ruolo di protagonista e condiziona il proprio artefice (ovvero l’apparato culturale di origine): una sorta di feedback sociale si instaura tra la cosa e la conoscenza e laddove il sistema tecnico era nato dalla sinergia di diverse e disparate discipline, qui da esso si dipartono stimoli per nuove filiere culturali. Esse anche in questo caso sembrerebbero singolarmente indipendenti, quasi persino antitetiche, ma nella loro matrice comune è da trovare la prova di un’unità della conoscenza, la quale non dovrebbe conoscere distinzioni e diversificazioni.



Gustave Eiffel


Gustave Bonickhausen, detto Eiffel, nasce a Dijon nel 1832. Frequenta l’Ecole centrale nel 1855 è ingegnere chimico e viene assunto dalla Compagnie de matériel de chemin de fer Nepveu-Pawels dove lavora alla costruzione del ponte di Bordeaux divenendo direttore del cantiere (1857-1860). Sposa Marie Gaudelet (1862). Esce dalla Pawels et C.ie (1864) e si mette in proprio: nel 1867 fonderà la Eiffel et C.ie che più tardi si trasformerà negli Ateliers de construction mécanique de Levallois (che saranno ancora attivi nel 1958 in alcuni progetti all’Exposition di Bruxelles). Lavora all’Exposition del 1867 con modesti interventi e si associa con Seyrig (1868). Dopo essere stato mobilitato come sergente nella Garde Nationale (1870) si trasferisce in America del Sud dove esegue progetti in Cile, Bolivia, Perù. Ritornato in Europa lavora al progetto del ponte sul Douro (1875). Importanti commesse per l’Exposition universelle del 1878 gli procurano una certa notorietà. Nell’anno successivo Seyrig esce dalla società con Eiffel, che commissiona all’ing. Koechlin i calcoli per il viadotto del Garabit. Costruisce i ponti della linea Beira-Alta in Portogallo. Nel 1879 ha luogo il Congresso internazionale di studi sul canale interoceanico di Panama. negli anni ‘80-2 Eiffel progetta e costruisce il ponte di Szeged (Ungheria), la struttura della Statua della Libertà a New York e la cupola dell’Osservatorio di Nizza. La Tour, progettata nel 1884, riceve nel 1886 una “Protestation” a firma di molti intellettuali tra cui Gounod, Maupassant e Leconte de Lisle. La figlia di Eiffel sposa A. Salles, che diventa il principale collaboratore di Gustave Eiffel. Nel 1888 si iniziano i lavori della Eiffel et C.ie per il canale di Panama. 1889: inaugurazione della Tour e messa in liquidazione della Compagnia del Canale e conseguentemente si scioglie il contratto con G.Eiffel. La Eiffel et C.ie muta regione sociale. Le alterne vicende del Canale e il processo per corruzione intentatosi contro l’Eiffel lo porteranno alle dimissioni dalla sua stessa società e alla condanna per illeciti. Koechlin assume la presidenza della Societé de Construction de Levallois-Perret. Nel 1895 G.Eiffel sottoscrive un cospicuo numero di azioni nella nuova Scoetà del canale e afferma che ha compiuto questo gesto non per una “restituzione forzata” ma per un “dovere morale” nei confronti del successo della Francia. La fortuna volge di nuovo a suo favore. Un esperimento di trasmissione telegrafica senza fili è effettuato tra la sommità della Tour e il Panthéon (1898). Nel 1903 G.Eiffel incomincia ad occuparsi di aerodinamica compiendo esperimenti sulla Tour; nel 1909 costruisce una galleria del vento al Champ-de-Mars. Questo laboratorio si trasferirà nel 1912 in Rue Boileau. Nel 1917 presso questi laboratori si progetta aeromobile che verrà costruito in due prototipi da Breguet. Gustave Eiffel muore nel 1923.

Au cours des expériences sur la résistance de l’air que j’ai faites dans ces dernières années, à la tour Eiffel, avec mon appareil de chute [...] toutes les recherches antérieures conduisaient à des résultats très incertains et souvent même contradictoires. Ainsi, pour la valeur primordiale de la résistance spécifique de l’air, on hésite entre des chiffres variant du simple au double: même hésitation pour savoir si ces résistances augmentent ou diminuent avec la surface. En outre, pour les plans obliques très allongés et ayant une forma légèrement courbe avec une très faible inclinaison sur l’horizontale, tels que ceux employés en aviation, on n’est en face que d’une expérimentation presque nulle ou tout au moins très insuffisante. Il y a donc grand intérêt à préciser l’état actuel de la question avant que l’on aborde les expériences nouvelles, jugées par tous nécessaires, ayant pour bout de chercher à éclaircir les points restés jusqu’ici obscurs. En ce qui me concerne, mon appareil de chute, bien qu’il me donnât des résultats que j’ai tout lieu de croire exacts et qu’il éliminât, par l’étude du mouvement rectiligne d’une plaque dans l’aire libre, beaucoup des causes d’erreurs introduites par l’emploi du manège, ne se prêtait pas à l’étude de toutes les questions douteuses. C’est ce qui m’a décidé à faire des expériences nouvelles à l’aide d’autres procédés et à réaliser l’installation d’un laboratoire aérodynamique, ou je me propose de faire des recherches méthodiques sur l’ensemble de ce vaste sujet qui, par suite des progrès que fait en ce moment la navigation aérienne, soit par les dirigeables, soit par les aéroplanes, attire l’attention générale. (Gustave Eiffel, La résistance de l’air. Examen des formules et des expériences, Paris 1910)

Filippo Brunelleschi, la vita


“Filippo fece questo ragionamento agli Operai: « [...] Sono adunque due le cose difficili, che al presente si hanno a mettere in opera: l’una è i ponti, perché i muratori possino murare, che hanno a servire di dentro e di fuori della fabrica, dove è necessario tenere su uomini, pietre e calcina, e che vi si possa tenere su la burbera da tirar pesi, e simili altri strumenti; e l’altra è la catena, che si ha da mettere sopra le dodici braccia, che venga legando le otto facce della cupola e incatenandola fabrica, che tutto il peso che di sopra si pone, stringa e serri, di maniera che non sforzi o allarghi il peso, anzi egualmente tutto lo edifizio resti sopra di sé.» [...] Egli aveva perfin pensato ai ferri, per fare i ponti di dentro, se mai si avesse a lavorarvi o musaico o pittore; e similmente per aver messo nei luoghi men pericolosi le distinzioni degli smaltitoi dell’acque, dove elleno andavano coperte e dove scoperte, e, seguitando con ordine, buche e diversi apertoi, acciò che i venti si rompessino, et i vapori, insieme con i tremuoti, non potessino far nocumento, mostrò quanto lo studio nel suo stare a Roma tanti anni gli avesse giovato.” (Giorgio Vasari, Vita di Filippo Brunelleschi, in Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, Firenze 1550)

Filippo Brunelleschi nasce a Firenze nel 1377 e da giovane fa pratica in una bottega d’orafo. Nel 1398 presta giuramento come apprendista alla Corporazione dei Setaioli dove è accolto nel 1404 come maestro. Lavora all’altare d’argento di S.Iacopo della cattedrale di Pistoia. Nel 1401 presenta al concorso per la seconda porta del Battistero di Firenze la formella col Sacrificio d’Isacco. Il concorso è vinto a pari merito con il Ghiberti a cui lascia il primato. Compie un viaggio a Roma a cui ne seguiranno degli altri. Nel 1404 l’Opera del Duomo lo convoca per alcune critiche mosse al capomastro Giovanni d’Ambrogio, che si è scostato dal modello grande. Dal 1418 al 1436 lavora a fianco del Ghiberti nella direzione dei lavori della cupola e si impone proponendo una soluzione di erezione della cupola senza armature di sostegno. Nel 1418 l’Opera bandisce un concorso per l’esecuzione definitiva della cupola e accoglie il progetto in muratura di Brunelleschi, che invita ad accordarsi con il Ghiberti. I lavori si iniziano nel 1420: nel 1423 Brunelleschi impone, dopo forti contrasti, un sistema di catene di rinforzo. Il secondo anello della cupola è intrapreso nel 1425, il terzo nel gennaio del 1429 e quello terminale nell’agosto del 1434. La consacrazione della cupola è datata al 30 agosto del 1436. Nello stesso anno il Brunelleschi prepara il modello della lanterna i cui marmi sono preparati dal ’37 al ’39, ma solo nel 1446 si benedirà la posa della prima pietra. Muore nello stesso anno senza poter vedere il completamento dell’opera. Tra le sue opere architettoniche si ricordano il portico dello Spedale degli Innocenti (1419-21), la Sacrestia vecchia (1419-) e la chiesa di San Lorenzo (1420-), il Palazzo di Parte Guelfa (1425-), la Cappella de’ Pazzi (1430-), la chiesa di Santo Spirito (1436-).

Monday, April 13, 2020

Una Enciclopedia della Storia della Tecnologia

AN ENCYCLOPAEDIA OF THE
HISTORY OF TECHNOLOGY
by Ian McNeil

AN ENCYCLOPAEDIA OF THE HISTORY OF TECHNOLOGY

Leonardo digitale




Le macchine di Leonardo da Vinci





Leonardo da Vinci (video)











Leonardo da Vinci e il suo tempo

Il tramonto del Medioevo e l'alba di un secolo di geni

Cristoforo Colombo (1451-1506)
Leonardo da Vinci (1452-1519)
Amerigo Vespucci (1454-1512)
Albrecht Dürer (1471-1528)
Raffaello Sanzio (1483-1520)


Filippo Brunelleschi e la cupola di S.Maria del Fiore


View of Santa Maria del Fiore in Florence.jpg


di Roberto Masiero, David Zannoner 
Il Contributo italiano alla storia del Pensiero - Tecnica (2013)

La storia della tecnologia (una sintesi)

Thursday, April 9, 2020

STEP #09

Indicare in un post come il verbo/azione assegnato sia presente in un’opera delle arti figurative. (L’immagine deve riportare in didascalia l’autore, il titolo dell’opera, l’anno e il luogo dove è conservata)

STEP #08

Preparare un post che indichi come il verbo/azione (nella sua essenza anche se non in maniera esplicita) sia presente nella storia della tecnologia nel periodo antico (sino al 500 d.C. circa) e spiegarne le applicazioni (si suggerisce di esaminare a fondo il testo Storia delle macchine)

Prossima lezione

Come già comunicato la prossima lezione si terrà, sempre in Virtual Classroom, il giorno 15 aprile.

Wednesday, April 8, 2020

Le cattedrali gotiche



Cinque maestose cattedrali gotiche - Cinque cose belle

Guido da Vigevano

Guido da Vigevano, o Guido da Pavia, (provincia di Pavia, ca. 1280[1] – Parigi, ca. 1349) fu medico e tecnico alla corte del re di Francia, Enrico VII.

guido da vigevano - Keyword Search - Science Photo Library

La sua opera principale è il Texaurus Regis Francie in cui descrive alcune importanti tecnologie belliche.

Guido da Vigevano: a Milano la prima auto della storia

Guido da Vigevano - Wikipedia

Timeline of Automobiles | Timetoast timelines

Leonardo da Vinci e Guido da Vigevano. Anatomia in figure alla ...






Francesco di Giorgio

Francesco di Giorgio Martini - Wikipedia
Francesco di Giorgio, di Martino (Siena, settembre 1439 – Siena, 29 novembre 1501) fu architetto militare alla corte di Federico da Montefeltro a Urbino. Dalla morte di quest'ultimo (1482) viaggiò in Italia per poi tornare a Siena.
Les plus beaux dessins d'architecture Francesco di Giorgio Martini ...

Fondamentali sono i suoi Trattati di ingegneria civile e militare, il suo ruolo nel modificare le strutture difensive delle città dovute all'avvento dell'artiglieri a fuoco e la sua attività di pittore che gli procurò l'attenzione del Vasari.

File:Francesco di giorgio martini, trattato di architettura ...

Francesco di Giorgio Martini | www.centrostudipientini.it

Sassocorvaro Mini-castle.jpg

I trattati di ingegneria civile e militare:



Buongiorno dalla Biblioteca Medicea... - Biblioteca Medicea ...

Mulini in acqua morta

FRANCESCO DI GIORGIO - Alzacolonne Leonardo e gli ingegneri del ...

Mulino in acqua morta




Uno storico alla corte di Carlo Alberto


Nel 1830 Carlo Felice costituì a Racconigi, la “casa di educazione” per Vittorio Emanuele e suo fratello Ferdinando, figli di Carlo Alberto al quale egli, in assenza di eredi diretti aveva destinato la successione al trono, dando avvio al ramo Savoia Carignano. Precettore dei due principi era il cavaliere Cesare Saluzzo di Monesiglio (Torino, 1778 – Monesiglio CN, 1853) che durante l’occupazione francese si era dedicato agli studi storici e filosofici e durante la Restaurazione ebbe l’incarico di riorganizzare e dirigere come Comandante Generale l’Accademia Militare di Torino (dal 1821 al 1838). Così scriveva il Calvetti nei suoi Cenni biografici di Cesare Saluzzo:
“Intanto Re Carlo Felice che avea imparato ad apprezzare il Saluzzo pe' tanti suoi meriti, non tardò a chiamarlo Comandatile Generale dell'Accademia Militare; e fu allora che con sì grande diligenza ed affetto pose mano a quella raccolta di libri e manoscritti attinenti alle cose guerresche, di cui fece tanto prò ed agli alunni affidati alla paterna sua tutela, ed agli amatori delle bellicose narrazioni, non certo senza tesoro delle scienze militari che da tanti codici peregrini, e volumi così preziosi venivano illustrate, nella parte tecnica specialmente. Ed alle cure del Saluzzo specialmente é dovuta la pubblicazione fattasi per l'illustre Carlo Promis dell’Architettura civile e militare del senese Francesco di Giorgio Martini, egregio ingegnere del secolo XV [...] da bravo lessicografo gli avvenne di raccogliere tante voci e vocaboli negletti nell'arte della guerra, e che da lui diligentemente raccolti e convenientemente spiegati ed appropriati, intendeva costituirli primo elemento di un Dizionario militare.
Nella ricchissima biblioteca di questo erudito studioso si conservava una serie di volumi di arte militare tra cui i Disegni d’architettura militare di Leonardo da Vinci (Torino, Biblioteca Reale, Ms. Saluzzo 312), e il Trattato di architettura civile e militare di Francesco di Giorgio (Torino, Biblioteca Reale, Ms. Saluzzo 148). In questo fondo bibliografico si trovava anche un corpus valturiano. Nel 1987 a seguito della messa in vendita del fondo, il corpus valturiano fu acquistato dall’Archivio Storico dell’Amma (Aziende Meccaniche Meccatroniche Associate di Torino). Il manoscritto cartaceo De Re Militari “copiado p[er] mj Zan Q[ue]ri[n] [con]dam M. Bortholamio nel año 1466 dj p[rim]o Augusto i[n] Venexia” che Erla Rodakiewicz definisce un “fantastically decorated manuscript” è costituito da 141 fogli2 e rappresenta una testimonianza unica nella iconografia tecnica del Quattrocento segnando il passaggio dalle macchine da assedio tradizionali alle nuove artiglierie a fuoco.


Roberto Valturio

Roberto Valturio (Rimini, 10 febbraio 1405 – 30 agosto 1475) fu un umanista vissuto alla corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta a Rimini. La sua opera più importante è il De re militari (1453), redatta in forma manoscritta e più volte copiata dalla metà del XV secolo. Alla fine del Quattrocento iniziarono ad essere stampate numerose edizioni sia in lingua originale (latino) sia in traduzione italiana e francese.
Per il Manoscritto AMMA del De re militari ecco alcune immagini si veda sul portale della didattica.

Roberto Valturio - De re militari - 1535 - Catawiki

viaLibri ~ Roberto Valturio - "De re militari" - The art of war ...



Roberto Valturio - De re militari - 1535 - Catawiki